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Casadei Pallet: 70 anni di metamorfosi lungo la via Emilia

LO SCORSO 7 DICEMBRE CASADEI PALLETS, PRIMARIO GRUPPO ITALIANO ATTIVO NELLA PRODUZIONE, RIPARAZIONE, COMMERCIO E NOLEGGIO DI BANCALI IN LEGNO, HA FESTEGGIATO 30 ANNI DELL’ATTUALE SEDE PRINCIPALE, INAUGURATA IL 7 DICEMBRE DEL 1992 A CELLA DI MERCATO SARACENO, IN PROVINCIA DI CESENA-FORLÌ LUNGO LA VALLE DEL SAVIO.

Ma 50 anni prima, nel 1952, aveva creato il primo stabilimento, per quei tempi moderno, a poca distanza da Cella, a San Vittore di Cesena.



Un lungo percorso di passione

Quella del gruppo, guidato oggi da due fratelli ed una sorella, è una parabola imprenditoriale in cui la linea è fatta di legno, la curva dalla produzione di strumenti per trasporti logistica di merci e persone, e il disegno l’attitudine alla metamorfosi: adattarsi al momento storico per cogliere la domanda di volta in volta diversa proveniente dal territorio romagnolo e in seguito anche da quello nazionale.

Almeno 5 generazioni si susseguono in un’attività sorta lungo la più importante arteria storica italiana, la via Emilia, dove ogni 20-25 km si trova un capoluogo di provincia: la distanza che un uomo a piedi percorre in 10 ore di luce solare per poi fermarsi a riposare.
A Cesena, il cui nome adombra l’etimo latino che indicherebbe il taglio degli alberi, la prima che si ricordi di 5 generazioni dei Casadei costruiva carri agricoli e birocci col legno di faggio degli Appennini.

Fortuna nella fortuna: la valle del Savio dove vivono e lavorano ospiterà presto la E 45.

Passa la Seconda Guerra Mondiale: poco da mangiare, poco lavoro, poco legno perché usato dai tedeschi per costruire ponti, zero pelle per produrre scarpe, i Casadei producono zoccoli di faggio per qualche anno.
Poi l’Italia riparte, e loro con lei, chiudono la bottega di San Carlo, aprono a San Vittore di Cesena il primo stabilimento; la Romagna agricola diventa il frutteto d’Europa.

Cassette di faggio per i contadini di mezza regione, ma anche per i vicini allevatori di anguille delle valli di Comacchio.
Segheria semi-manuale e banchi di montaggio manuale di cassette.
Poi lentamente le automazioni.

Arriva la crisi agricola: nuove generazioni, nuovi concorrenti europei, prezzi al ribasso.
Che fare? Il pallet è il futuro, ma lo stabilimento di San Vittore è troppo piccolo ed anche rumoroso e polveroso per stare nel centro di un paese.
Ci si trasferisce il 7 dicembre 1992, a Cella di Mercato Saraceno, 12 km nell’entroterra.
La via Emilia e la E 45 sono sempre lì vicine, con la loro sete di imballaggi, e con i loro traffici incrociati che puntano a Bologna, Milano, Roma. Così, si cambia sito ma anche produzione.


Già a metà degli anni ’70 si produceva il pallet di legno per consegnare le cassette, ma due nuovi formati portati da Milano fanno capire il futuro: tramontano i transpallet manuali, si diffondono i carrelli elevatori.

Forte crescita della grande distribuzione. L’ennesima trasformazione produttiva dei Casadei punta a un’automazione sempre più spinta.

Il mercato è più ampio, non solo l’agroalimentare, c’è anche il non food delle ceramiche.

Poi, nel 2011 arriverà l’ennesima evoluzione: NolPal.
Prima a Faenza ed oggi a Cesena.
Un’azienda di gestione parchi pallet e noleggi di bancali EPAL che ottimizza il sistema di interscambio ricorrendo alla digitalizzazione ed ai servizi di rete per tutti gli anelli della supply chain.